Formazione

Vuoi diventare un digital nomad? Queste sono le città migliori per lavorare in remoto

digital nomad citta europee
Scritto da Angela

Quante volte abbiamo parlato di lavoro in remoto e nomadismo digitale? Mai abbastanza, dal punto di vista di chi ha una passione per questo argomento, anche troppo per chi vorrebbe ma non può. Dopo aver sviscerato nel dettaglio i pro e i contro di questa scelta di vita, tuttavia, forse è arrivato il momento di passare ai dati. D’accordo, avete scelto di mettervi il laptop in spalla e girare il mondo, avete affittato la vostra stanza o il vostro appartamento su Airbnb e avete ridotto il vostro guardaroba a ciò che può essere contenuto in una valigia. E adesso, da dove si parte? E soprattutto, per dove si parte? Non tutte le città sono uguali, per un digital nomad. Questo principio vale per l’Italia, dove per esempio potreste trovarvi in un paesino senza ADSL, costretti a fare avanti e indietro dalla città più vicina in cerca di un bar con una connessione decente. Oppure potreste investire in un piccolo router wi-fi e passare più tempo al telefono con il servizio di assistenza perché la rete continua a cadere di quanto non ne passiate a lavorare. Come sempre sono esempi a caso e non è assolutamente quello che mi sta accadendo in questo momento. Finché siete in Italia, tuttavia, ve la potete comunque cavare con l’antica arte di litigare con i call center, ma come fare se tutto questo – o qualcosa di più complicato da gestire – vi capita mentre siete all’estero? Per questo motivo ho stilato una piccola guida alle città europee più vivibili per un nomade digitale, basata su confronti e testimonianze, rating internazionali ed esperienze personali e non. Fatene buon uso e soprattutto sentitevi liberi di integrarla con le vostre esperienze nei commenti.

1. Berlino, Germania

digital nomad berlinD’accordo, per me Berlino non è un luogo di “lavoro in remoto”, ma per voi potrebbe esserlo e quindi non poteva essere assente da questa lista. Fra i vari pregi di Berlino, oltre al fatto di essere una città splendida e stimolante, c’è quello di essere mediamente più economica delle altre metropoli europee. Per questo motivo non è difficile vedere branchi di giovani creativi e startuppers di tutto il mondo accampati per settimane di fila nei bar e café del centro, barbuti, vintage e armati di laptop. Questo vuol dire anche che andarsene in giro con la borsa contenente il vostro computer è relativamente sicuro (nei limiti della ragionevolezza: evitate di farlo nelle zone della movida adolescenziale a tarda notte) e che la maggior parte delle vostre bizzarre esigenze da creativi saranno soddisfatte. È estremamente facile trovare locali muniti di wi-fi, anche se le reti libere non sono affatto numerose come a Londra. Tuttavia se vi sedete a lavorare in un locale pubblico, probabilmente vi sarà permesso di restarvene al tavolo per tre ore consumando solo un cappuccino alla soia. Se l’invasione hipster vi fa venire l’orticaria evitate i quartieri di Kreuzberg e Neukölln e puntate su zone meno ovvie, come Wilmersdorf o Kaiserdamm: farete più fatica a trovare una mousse di mango e seitan, ma è molto più probabile che vi imbattiate in persone interessanti e non esattamente identiche a quelle che potreste incontrare al Pigneto o a Shoreditch. Se il vostro lavoro in remoto ha a che fare con una startup, non perdetevi i numerosi eventi dedicati agli startupper: sessioni di networking, cene, feste e workshop sono all’ordine del giorno.

2. Praga, Repubblica Ceca

digital nomad pragaPraga è il paradiso dei digital nomad: il costo della vita è basso, la vita notturna è strepitosa, la città è di una bellezza tale che lasciarla vi farà sentire fisicamente male. Ci sono due fondamentali lati negativi nella permanenza in questo gioiello dell’est Europa. In primo luogo la lingua: la conoscenza dell’inglese non è affatto diffusa come in altri paesi del continente europeo e questo vi obbligherà a dare il meglio di voi nell’arte del mimo e a ripetere la destinazione al tassista una dozzina di volte prima di rinunciare e fargliela leggere su google maps. In secondo luogo il fatto che sedersi a lavorare sia quasi impossibile. Non per mancanza di caffetterie o di wi-fi: al contrario, ci sono sicuramente più reti pubbliche qui che a Berlino. Il problema è la bellezza dell’architettura, che vi costringerà a esplorare il centro storico e la cattedrale di S. Vito per ore, impedendovi di stare al passo con il vostro lavoro. Scherzi a parte: ci sono effettivamente alcuni aspetti non ottimali nella vita a Praga. Al contrario di Berlino, per esempio, non sempre la popolazione locale è accogliente con le minoranze etniche: i comportamenti di diffidenza in questo senso si fanno più probabili quanto più ci si allontana dal centro. Chiudendo su una nota positiva: non fatevi scappare l’opportunità di assaggiare la deliziosa cucina locale e, se potete, scegliete di lavorare in un ristorante piuttosto che in una caffetteria.

3. Vilnius, Lituania

digital nomad VilniusLe repubbliche baltiche stanno vivendo una vera e propria rinascita, diventando destinazioni turistiche e culturali alla moda e attraendo un numero sempre maggiore di visitatori. A questa crescita hanno contribuito i numerosi festival e manifestazioni culturali di respiro internazionale che si svolgono nelle capitali, ma anche il costo della vita ancora relativamente basso e una marcata apertura verso gli stranieri, che manca alle città ormai soffocate dal turismo come Roma o Parigi. Fra le caratteristiche che rendono Vilnius particolarmente appetibile per i nomadi digitali c’è il fatto di avere una delle reti internet più veloci del mondo, il che aiuta a ridurre considerevolmente i tempi del lavoro, lasciandovi molto più tempo per esplorare la città. Chi è abituato ai climi mediterranei, tuttavia, farà bene a visitare Vilnius in estate oppure ad “allenarsi” prima con inverni più miti, come per esempio quelli del sud della Francia o del nord Italia. Se decidete di avventurarvi in Lituania in inverno, dovrete aspettarvi temperature intorno ai -15°C e pochissime ore di luce. La bella stagione in compenso è quasi mediterranea.

4. Danzica, Polonia

digital nomad DanzicaSe desiderate restare al centro del continente europeo, mantenendo la possibilità di spostarvi agevolmente in diverse nazioni, una tappa a Danzica è quasi d’obbligo. Questa piccola perla, che sembra uscita dalle illustrazioni di una favola per bambini, non è una capitale e non è neanche particolarmente popolare, ma vi permetterà di lavorare in serenità, godendovi un ritmo di vita rilassato e naturale. La popolazione locale non è stata sfiancata dall’eccesso di turisti e startupper e sarà mediamente felice di vedervi e, soprattutto, le wi-fi pubbliche sono tante e funzionano benissimo. Anche qui, come in buona parte dell’est Europa, il costo della vita è basso rispetto agli standard ai quali siamo abituati in Italia, il che vi permetterà di trovare una buona sistemazione a poco prezzo e di ingozzarvi di pierogi fino a scoppiare senza dare fondo alle vostre finanze. Se siete appassionati di fotografia vi innamorerete del centro storico e prenderete la residenza per avere più tempo per ritrarne tutti gli angoli. Tenete presente che Danzica è una città portuale, quindi fra i suoi principali problemi c’è l’umidità. Se questo vi sembra un problema che, nella vostra giovane età, non vi tocca, vi sbagliate. Provate a fare i conti con una banalissima temperatura di 5°C con il 60% di umidità. Consigliatissimo, anche in questo caso, il periodo primaverile-estivo, se non altro per poter godere della bellezza di questa città senza dover rientrare precipitosamente per scongelarsi dopo le 10 di sera.

5. Lisbona, Portogallo

digital nomad LisbonaRispetto alla bellezza di Lisbona, come a certe zone di Berlino, viene da sentirsi un po’ in colpa: il costo della vita è bassissimo, rispetto al resto dell’Europa occidentale, cosa che ha attirato moltissimi turisti, ma anche digital nomad e giovani creativi provenienti da altre aree del continente, dando il via a un processo di gentrificazione che le altre capitali europee conoscono bene ormai da anni. Chi ha soggiornato da nomade digitale a Lisbona, ha trovato particolarmente difficile abbandonarla per via delle profonde connessioni umane che è facile fare in questa metropoli magica, dove artisti di ogni tipo vengono a cercare ispirazione da molto tempo prima che la parola nomade venisse accostata all’aggettivo digitale. A proposito di condizioni del nomadismo digitale: la banda larga qui ha una velocità media di 40 Mb/s e ci sono moltissime reti libere, quindi non avrete nemmeno bisogno di sedervi al bar. Potete piantare le vostre metaforiche tende dove meglio credete e godervi il paesaggio. Se volete essere filologici fino infondo, concedetevi anche una serata in un locale di fado e poi immergetevi nella mistica malinconia dell’architettura locale. Altro grande pregio di Lisbona: moltissime compagnie aeree offrono voli low cost da altre destinazioni europee, facendo della capitale portoghese una tappa obbligata per chi voglia fare un giro del continente.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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