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Interviste

Wespin e il mercato musicale: intervista a Andrew Apanov

andrew apanov wespin
Scritto da Angela

andrew apanov wespinLe regole dell’impresa si riscrivono di continuo ed è una debolezza comune il cercare di definire il cambiamento e circoscriverlo in un manuale, in un set di istruzioni che contengano il segreto e la ricetta del “successo”. Curiosamente, questo principio si applica tanto all’imprenditoria quanto ai settori creativi e in entrambi i casi è l’approccio sbagliato. I modelli che funzionano sono quelli di chi riesce a immaginare soluzioni che non si trovano sui manuali. In quest’intervista si parla di Wespin: un’azienda che vede i propri soci sparsi su più continenti senza essere una multinazionale, che riesce a crescere offrendo il servizio più economico sul proprio mercato, che offre consulenze di marketing, ma insegna ai propri clienti a fare da sé. Se siete musicisti o anche semplicemente creativi in cerca di un pubblico, alla fine di questo articolo c’è un regalo per voi.

Andrew Apanov, si autodefinisce “Musician’s Web Keeper” ed è il fondatore di un’agenzia di marketing digitale per la musica e di un blog dedicato all’industria musicale, Dotted Music, nonché di una piattaforma didattica e community per musicisti: Wespin. La sua carriera nell’industria musicale risale a oltre dieci anni fa, quando si è ritrovato a dirigere il sito Ultimate-Guitar.com, per poi passare dai ruoli di promoter di eventi dal vivo, manager di band, presentatore radiofonico, DJ drum & bass, consulente, blogger e speaker. Ogni settimana pubblica un podcast con le Ricette di Wespin ed è protagonista della serie di video Stand Above The Noise.

Descrivi Wespin in una frase.

Essenzialmente Wespin è una piattaforma didattica e una community, dove i musicisti imparano a costruire e a far crescere la propria carriera artistica.

Che cosa ti ha spinto a creare Wespin e come è nata l’idea originale?

Nella gestione di Dotted Music, la mia agenzia di marketing, lavoravo anche come consulente per musicisti di diversi paesi del mondo. Le consulenze individuali sono molto utili agli artisti, pur essendo più economiche delle vere e proprie campagne di marketing. Dopo aver svolto questa attività per qualche anno mi sono accorto di due cose. La prima è che mi ritrovavo a ripetere continuamente i fondamenti basilari del marketing musicale – dal momento che non potevo tralasciarli – quando la parte più interessante del lavoro di consulente per me sarebbe stata aiutare gli artisti a trovare soluzioni creative e originali per farsi notare. La seconda è che potevo lavorare con un numero limitato di musicisti contemporaneamente. E in ogni caso non tutti potevano permettersi una consulenza privata. Così ho pensato che mi sarebbe piaciuto condividere le mie conoscenze non con un solo artista per volta, ma con quanti più artisti possibile. Volevo offrire ai musicisti un contesto nel quale discutere le sfide e le idee promozionali, e al tempo stesso ottenere un supporto professionale, il tutto con un costo mensile alla portata di tutti. Wespin è stato rodato inizialmente con un numero circoscritto di partecipanti nelle fasi di alpha e beta test e adesso è aperto a chiunque sia interessato a far crescere la propria carriera musicale.

Chi sono gli Wespinners? Sei riuscito a identificare delle caratteristiche comuni fra gli iscritti al tuo servizio?

La cosa che non finisce mai di sorprendermi è come gli Wespinners siano letteralmente sparsi in tutto il mondo! Dagli Stati Uniti all’Inghilterra, dall’Islanda al Giappone all’Italia. All’inizio ci siamo concentrati prevalentemente sulla musica elettronica e ancora adesso nella community c’è una prevalenza di produttori di musica elettronica, ma oggi contiamo fra gli iscritti anche band e artisti di tutti i generi (pop, hip hop, metal, jazz e così via). Anche laddove ogni mercato ha le sue particolarità, noi forniamo i consigli più appropriati sul Forum. Un altro fatto che trovo sorprendente, però, è che fra i musicisti iscritti alla piattaforma ci siano pochissime donne. Spero che questo dato cambi al più presto!

In molti ritengono che l’industria musicale stia lentamente morendo e che presto non sarà più possibile guadagnare con la musica e le arti. Il fatto stesso che tu abbia avviato Wespin fa pensare che tu la veda diversamente. Secondo te in che direzione sta andando il music business? Come si supporteranno gli artisti in futuro?

Viviamo in un’epoca che è al tempo stesso emozionante e frustrante per l’industria musicale. Secondo me però l’emozione è più forte della frustrazione. Il vecchio modello non funziona per il 95% dei musicisti: un artista indipendente non trae un vero profitto dalla vendita dei dischi, trovare concerti è molto difficile e la competizione per i licensing musicali è più alta che mai. Ma ci sono tante soluzioni che funzionano. Soluzioni creative e inusuali, modelli di business e partnership che permettono ai musicisti di avere successo (anche se non li vedete sui media mainstream). Non ci si può più affidare a un modello unico che vada bene per tutti. Noi insegniamo agli artisti da dove partire e li aiutiamo ad avere fiducia nel fatto che possono raggiungere grandi risultati. Poi, se un artista è abbastanza determinato, intelligente e creativo, il successo arriva.

Perché una piattaforma didattica? Perché non limitarsi a gestire un’agenzia di marketing e vendere i tuoi servizi ai professionisti della musica in generale, come facevi già con Dotted Music prima di fondare Wespin?

Una delle ragioni principali è che volevamo creare un servizio economicamente alla portata di tutti. Per quanto ne so, Wespin è la piattaforma didattica più economica nell’ambito del music business (ce ne sono pochissime online, le altre sono scuole e università e sono molto più costose). E io credo sinceramente che tutti gli artisti debbano imparare queste cose. Anche se poi scelgono di pagare un’agenzia, è bene che sappiano in che cosa dovrà consistere il lavoro di promozione.

Sei cresciuto in Russia, vivi in Polonia, ma il tuo lavoro ti porta spesso in Germania e in altri paesi Europei: in questo momento di crisi generalizzata, come fa un giovane imprenditore a creare una comunità internazionale e a far crescere la propria azienda senza legarsi a una grande corporation?

In realtà c’è di più: tecnicamente la compagnia è Americana! Amo le opportunità che ci derivano dall’interconnessione fra i Paesi. I miei soci e colleghi si trovano in paesi e anche in continenti diversi e a volte, scherzando, diciamo che lavoriamo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dal momento che copriamo così tanti fusi orari che in ogni momento qualcuno di noi è sveglio e al lavoro. Voglio mantenere questo stato di cose, questa flessibilità e questa indipendenza dalla collocazione geografica. All’inizio ci vuole tempo e bisogna investire molte energie per organizzarsi a dovere, inoltre la musica non è un’industria facile a prescindere. Nonostante tutto è bellissimo lavorare così e io sono grato al mio team che lo rende possibile.

Ritieni che il tuo modello di business si possa applicare ad altri settori o è specificamente pensato per l’industria musicale?

Sono assolutamente convinto che sia il modello di agenzia di Dotted Music sia una piattaforma didattica come Wespin funzionerebbero anche in altri settori. Io esploro continuamente altri mercati, soprattutto quelli legati alla tecnologia e alla creatività, per trarne ispirazione. E sicuramente mi piacerebbe vedere più soluzioni online pensate per aiutare i brand e i creativi ad accrescere il proprio pubblico e i propri guadagni. Basta che si ricordino che per il mercato musicale ci siamo già noi…

Se dovessi scegliere un principio fondamentale che guida la tua strategia di marketing, quale sarebbe?

Probabilmente il guardare al di là delle soluzioni ovvie. È per questo che applichiamo tecniche che sono proprie degli hacker della crescita in ambito tecnologico o cerchiamo di spingere gli artisti ad accrescere la propria fan-base sfruttando anche le loro abilità non musicali.

Qual è la caratteristica più importante di un buon marketer?

In questo momento, credo che un marketer debba avere un’impostazione mentale e delle abilità più tecniche e analitiche che in passato. Un marketer deve saper lavorare tanto con i dati che con le idee creative.

Per finire, promuovi Wespin: perché un giovane musicista dovrebbe iscriversi a questa piattaforma?

Prima di tutto perché non ha niente da perdere! A tutti coloro che si iscrivono offriamo 10 giorni di prova gratuita. In quest’occasione ho fatto di più e ho creato un coupon-code per tutti i vostri lettori, che offre una prova gratuita di 20 giorni. Ci si può iscrivere direttamente dalla nostra Home Page (la piattaforma richiede di inserire un metodo di pagamento, ma non viene effettuata alcuna transazione fino alla fine del periodo di prova e l’iscrizione si può annullare in qualsiasi momento), inserendo il codice-coupon SMARTEVENTI. E poi basta guardarsi intorno, ricevere qualcuna delle mie indicazioni settimanali sulle Growth Tactics, guardare i video e provare a mettere in pratica almeno uno dei suggerimenti e sarà facile capire se si tratta di un servizio che fa per voi o no. Quello che posso garantire è che chi segue le nostre indicazioni vedrà i risultati.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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